La CU arriva normalmente entro metà marzo e serve per controllare redditi e imposte
- 16 marzo 2026 è il termine ordinario per la consegna della CU 2026 relativa ai redditi del 2025.
- Il documento può arrivare tramite portale HR, email, posta o consegna diretta.
- I pensionati e i beneficiari di prestazioni INPS possono scaricarlo online generalmente dal 12 marzo 2026.
- In caso di cessazione del rapporto, la certificazione va richiesta al datore e consegnata entro 12 giorni dalla richiesta.
- Se non arriva, è possibile verificare i dati nel Cassetto fiscale e sollecitare formalmente il sostituto d’imposta.
La data da segnare per la CU 2026
La Certificazione Unica riepiloga i redditi, le ritenute IRPEF, i contributi previdenziali e le detrazioni riconosciute nell’anno precedente. Per chi ha lavorato nel 2025, quindi, la CU di riferimento è quella del 2026.Secondo l’Agenzia delle Entrate, il datore di lavoro deve consegnare la certificazione agli interessati entro lunedì 16 marzo 2026. La stessa scadenza riguarda, in linea generale, i dati necessari alla predisposizione della dichiarazione precompilata.
Questo non significa che il documento debba comparire online proprio quel giorno. Molte aziende lo rendono disponibile qualche giorno prima, soprattutto quando utilizzano un software paghe collegato all’area personale del dipendente. Altre inviano una comunicazione via email oppure affidano la consegna allo studio di consulenza.
La mia raccomandazione è semplice: non aspettare passivamente la notifica. Dal 10-16 marzo conviene controllare il portale aziendale, la posta indesiderata e le comunicazioni dell’ufficio HR. In questo periodo un ritardo di qualche giorno può dipendere solo dai tempi tecnici di pubblicazione, non necessariamente da un errore.
Dove arriva in base alla tua situazione
Lavoratore dipendente
Il dipendente riceve la CU dal proprio datore di lavoro, cioè dal sostituto d’imposta che ha certificato lo stipendio e le ritenute. Il canale più comune è il portale del dipendente, dove il documento viene pubblicato in formato PDF insieme alle buste paga.
Alcune imprese inviano la certificazione tramite email aziendale, posta elettronica personale o posta ordinaria. La modalità dovrebbe essere già indicata nelle procedure interne o nella comunicazione annuale dell’ufficio paghe.
Se nel 2025 hai lavorato per più aziende, potresti ricevere due o più CU. Non devi sceglierne una sola. Conserva tutte le certificazioni, perché ciascuna riporta una parte del reddito e delle ritenute dell’anno.
Pensionato o beneficiario di prestazioni
Per pensioni, NASpI, integrazioni salariali e altre prestazioni fiscali, la certificazione viene predisposta dall’ente che ha effettuato i pagamenti. L’INPS ha reso disponibile la CU 2026 sui propri servizi digitali a partire dal 12 marzo 2026, con accesso tramite SPID, CIE, CNS o credenziali compatibili.
Il documento si può cercare nell’area personale MyINPS, nell’app INPS Mobile o, per i pensionati, anche attraverso il servizio dedicato al cedolino della pensione. Chi ha difficoltà con gli strumenti digitali può rivolgersi a CAF, patronato o punto di assistenza, oppure richiedere la certificazione secondo i canali messi a disposizione dall’ente.
| Situazione | Dove controllare | Termine indicativo |
|---|---|---|
| Lavoratore dipendente | Portale HR, email, ufficio paghe o posta | Entro il 16 marzo 2026 |
| Pensionato | Area personale e cedolino pensione | Dal 12 marzo 2026 per la CU INPS |
| Ex dipendente | Ex datore di lavoro o consulente paghe | Entro 12 giorni dalla richiesta in caso di cessazione |
Cosa fare se la certificazione non si vede
Se dopo il 16 marzo non trovi la CU, procedi per gradi. Prima verifica di stare usando l’account corretto e che il documento non sia stato caricato in una sezione diversa del portale. Controlla anche la cartella spam, soprattutto se l’azienda utilizza un invio automatico.
Se il problema resta, scrivi all’ufficio HR, all’ufficio paghe o al consulente del lavoro. È preferibile una richiesta scritta e tracciabile, con il codice fiscale, il periodo d’imposta e l’indicazione del canale in cui normalmente ricevi i documenti.
- controlla il portale aziendale e l’email;
- chiedi conferma al datore dell’avvenuta elaborazione;
- verifica il Cassetto fiscale dell’Agenzia delle Entrate;
- richiedi una copia PDF o cartacea della CU;
- conserva la richiesta e la risposta ricevuta.
Nel Cassetto fiscale puoi vedere le CU già trasmesse all’Amministrazione finanziaria. Questa verifica è utile per capire se il datore ha inviato i dati, ma non sostituisce sempre la copia completa che ti serve per controllare annotazioni, conguagli e informazioni previdenziali.
Se la CU risulta presente nel Cassetto fiscale ma non ti è stata consegnata, chiedi comunque il documento al datore. Se invece non risulta neppure lì, è possibile che la trasmissione sia ancora in lavorazione, sia stata scartata o contenga dati da correggere.
Quando serve una nuova certificazione
Una CU può essere sostituita o corretta quando contiene un reddito errato, una ritenuta mancante, un periodo di lavoro incompleto oppure un’indicazione fiscale non corretta. In questi casi il datore di lavoro deve produrre una CU correttiva o sostitutiva, che diventa il documento da utilizzare per la dichiarazione dei redditi.
Non è raro accorgersi del problema confrontando la certificazione con le buste paga. Io controllerei almeno il reddito imponibile, le ritenute IRPEF, i giorni di lavoro, i contributi e l’eventuale trattamento integrativo. Una differenza anche piccola può modificare il risultato del 730.
Leggi anche: Tasse sullo stipendio - Come leggere la busta paga e capire il netto
Se hai cambiato lavoro durante l’anno
Chi ha cambiato azienda deve controllare se il nuovo datore ha effettuato il conguaglio tenendo conto dei redditi precedenti. Se non ha ricevuto la CU del vecchio datore entro i tempi utili, può essere necessario presentare entrambe le certificazioni nella dichiarazione.
Il rischio più comune è la duplicazione o l’omissione dei dati. Per questo confronto il totale delle CU con le buste paga e verifico che le ritenute indicate siano coerenti. Quando il conguaglio non comprende tutti i rapporti di lavoro, il calcolo finale viene spesso sistemato proprio attraverso il 730.
Il rapporto tra CU e dichiarazione dei redditi
La CU non è una semplice ricevuta dello stipendio. È uno dei documenti principali utilizzati per compilare il quadro relativo ai redditi di lavoro dipendente e assimilati e per verificare il calcolo dell’imposta.
Nel 2026 il 730 precompilato è stato reso visibile dal 30 aprile, mentre la modifica e l’invio sono partiti dal 14 maggio. Anche quando i dati risultano già inseriti, conviene confrontarli con la CU ricevuta, soprattutto in presenza di più datori, bonus, premi di risultato o periodi di assenza.
Se il documento manca, non significa automaticamente che tu non possa presentare la dichiarazione. Puoi recuperare i dati dal Cassetto fiscale o richiedere una copia al sostituto d’imposta, ma procedere senza controllare la certificazione aumenta il rischio di errori, rimborsi incompleti o imposte da versare in seguito.
Il controllo di cinque minuti che evita problemi in dichiarazione
Quando ricevi la CU, salvala in almeno due luoghi e verifica subito che intestazione, codice fiscale, reddito, ritenute e periodi lavorati siano corretti. Se hai avuto più rapporti di lavoro o hai ricevuto prestazioni dall’INPS, prepara una piccola cartella con tutte le certificazioni del 2025.
La regola pratica è questa: entro il 16 marzo la CU dovrebbe essere stata consegnata, ma non tutti i datori utilizzano lo stesso canale né pubblicano il file nello stesso momento. Un controllo ordinato tra portale HR, email, Cassetto fiscale e ufficio paghe permette quasi sempre di capire rapidamente dove si trova il documento e di correggere per tempo eventuali anomalie.