Richiesta CUD al datore di lavoro - come ottenere la CU

Cleros Silvestri .

8 agosto 2026

Modello 730 e CUD, documenti per la dichiarazione dei redditi. Compilazione del cognome "Rossi" per la richiesta CUD datore di lavoro.
Quando il rapporto di lavoro finisce o arriva il momento della dichiarazione dei redditi, avere la Certificazione Unica diventa essenziale. La vecchia CUD, oggi chiamata CU, riepiloga reddito, ritenute e contributi: qui spiego come richiederla al datore di lavoro, quali sono i termini, cosa fare se non arriva e quali dati controllare.

Le informazioni essenziali per ottenere subito la Certificazione Unica

  • La CU sostituisce il vecchio CUD e certifica redditi, imposte e contributi dell’anno precedente.
  • Per i redditi del 2025, la CU 2026 doveva essere consegnata entro il 16 marzo 2026.
  • Dopo la cessazione del rapporto, la CU provvisoria va richiesta subito, perché il datore di lavoro deve rilasciarla entro 12 giorni dalla richiesta.
  • La richiesta può essere inviata tramite e-mail, portale HR, PEC o raccomandata, conservando sempre la prova dell’invio.
  • Chi ha avuto più datori di lavoro deve recuperare una CU per ciascun sostituto d’imposta.

Guida alla compilazione CU 2026 per impatriati. Sezione

Che cosa si richiede davvero al datore di lavoro

La richiesta CUD al datore di lavoro riguarda oggi il rilascio della Certificazione Unica, cioè il documento fiscale che attesta le somme corrisposte al lavoratore e le ritenute effettuate durante l’anno. Il termine “CUD” è ancora molto usato nel linguaggio comune, ma nei messaggi all’ufficio paghe conviene utilizzare la denominazione corretta Certificazione Unica.

Nel documento trovi il reddito da lavoro dipendente, le ritenute IRPEF, le addizionali regionali e comunali, i contributi previdenziali e assistenziali e i giorni utili per le detrazioni. Non è soltanto un allegato burocratico: serve per compilare il modello 730 o Redditi Persone Fisiche e per verificare se quanto trattenuto in busta paga corrisponde ai dati fiscali comunicati.

Secondo l’Agenzia delle Entrate, la CU 2026 riguarda i redditi corrisposti nel 2025. Per questo ciclo la consegna agli interessati era prevista entro il 16 marzo 2026, normalmente tramite consegna diretta, posta oppure un sistema digitale messo a disposizione dall’azienda.

Se hai ricevuto redditi dall’INPS, per esempio pensione, NASpI o alcune prestazioni di sostegno al reddito, la certificazione non deve essere chiesta all’ex azienda. In quel caso va scaricata dall’area personale INPS, dove la CU è resa disponibile ogni anno.

Come inviare una richiesta chiara e completa

Per una richiesta ordinaria non serve una lettera complicata. Io consiglio di rivolgersi prima all’ufficio HR, amministrazione del personale o consulente paghe, soprattutto se l’azienda utilizza un portale dipendenti. Spesso il documento è già disponibile online, ma si trova in una sezione diversa da quella delle buste paga.

Se non lo trovi, invia una comunicazione scritta indicando tutti i dati che permettono di identificarti rapidamente. Inserisci nome, cognome, codice fiscale, periodo lavorato, eventuale matricola e anno d’imposta. Specifica anche se ti serve la CU ordinaria oppure una CU provvisoria legata alla cessazione del rapporto.

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Un modello di e-mail da copiare

Oggetto: Richiesta Certificazione Unica relativa all’anno d’imposta [anno]

Buongiorno,

sono [nome e cognome], codice fiscale [codice fiscale], già dipendente della società [nome azienda] dal [data] al [data].

Con la presente chiedo il rilascio della Certificazione Unica relativa ai redditi percepiti nell’anno [anno]. Vi chiedo cortesemente di inviarla all’indirizzo e-mail [indirizzo] oppure di indicarmi dove posso scaricarla dal portale aziendale.

Nel caso di rapporto già cessato, chiedo il rilascio della CU provvisoria relativa alle somme corrisposte fino alla data di cessazione.

Grazie e cordiali saluti.
[Nome e cognome]
[Numero di telefono]

Per una richiesta semplice l’e-mail è spesso sufficiente. Se il termine è vicino, l’azienda non risponde o ti serve una prova formale, scegli la PEC oppure una raccomandata con ricevuta di ritorno. La cosa importante è poter dimostrare quando hai inviato la richiesta e a quale destinatario.

Quando serve la CU provvisoria dopo un cambio di lavoro

La situazione più delicata nasce quando cambi azienda durante l’anno. Il nuovo datore di lavoro conosce soltanto lo stipendio che ti paga lui, mentre il fisco deve considerare l’insieme dei redditi percepiti. Senza i dati del precedente rapporto, il conguaglio può risultare incompleto e il 730 dell’anno successivo può chiudersi con un debito.

In questo caso chiedi all’ex datore di lavoro una CU provvisoria, cioè una certificazione riferita alle somme pagate fino alla cessazione. La richiesta va inviata appena termina il rapporto e il datore deve rilasciarla entro 12 giorni dalla ricezione.

Puoi consegnare la certificazione al nuovo datore di lavoro, se vuoi permettergli di effettuare un conguaglio complessivo. È una scelta utile, ma va valutata con attenzione se hai avuto altri redditi, più rapporti contemporanei o compensi occasionali. In caso di situazione articolata, preferisco far verificare i dati da un CAF o da un commercialista, perché una CU provvisoria non sostituisce automaticamente tutte le informazioni necessarie.

Situazione Documento da richiedere Perché serve
Rapporto ancora attivo CU annuale Riepiloga i redditi dell’anno precedente
Rapporto cessato durante l’anno CU provvisoria Permette di comunicare al nuovo datore redditi e ritenute già maturati
Più datori di lavoro nello stesso anno Una CU per ogni azienda Consente di ricostruire il reddito complessivo
Pensione o NASpI CU INPS Certifica le somme pagate dall’Istituto

Che cosa fare se la certificazione non arriva

Prima di inviare un sollecito, controlla il portale aziendale, la cartella spam e le comunicazioni ricevute dall’amministrazione. Verifica anche di aver scritto all’indirizzo corretto, perché in molte imprese la gestione delle paghe è affidata a uno studio esterno.

Se non ottieni risposta, manda un secondo messaggio più formale tramite PEC o raccomandata. Indica la data della prima richiesta e allega, se possibile, la ricevuta di consegna. Evita telefonate senza seguito scritto: possono essere utili per sbloccare la pratica, ma non lasciano una traccia facilmente utilizzabile.

Puoi inoltre controllare nella dichiarazione precompilata dell’Agenzia delle Entrate se i dati della CU risultano trasmessi. Questo controllo aiuta a individuare eventuali omissioni, ma non elimina l’obbligo del datore di lavoro di consegnarti la certificazione.

Se l’azienda è inattiva, fallita o non più raggiungibile, cerca il contatto del liquidatore, del curatore o del professionista che gestisce la procedura. Quando il problema riguarda una dichiarazione imminente, porta al CAF tutte le buste paga, il documento di cessazione e le prove delle richieste inviate. Non è la soluzione ideale, ma permette di ricostruire meglio la posizione fiscale.

Come controllare i dati della CU e della retribuzione

Ricevere il PDF non basta. Dedica qualche minuto al controllo, soprattutto se hai cambiato lavoro, ricevuto premi o avuto assenze retribuite. Io partirei dal confronto tra la CU e le ultime buste paga, verificando che il totale rifletta davvero le somme incassate e non soltanto la retribuzione mensile ordinaria.

  • Reddito imponibile e totale delle somme effettivamente corrisposte.
  • Ritenute IRPEF e addizionali regionali o comunali.
  • Contributi previdenziali e assistenziali trattenuti.
  • Giorni di lavoro utili per le detrazioni.
  • Premi, arretrati, fringe benefit, welfare aziendale e altre somme aggiuntive.
  • Eventuali dati relativi a conguagli o rapporti precedenti.

Un errore frequente consiste nel confondere il reddito lordo indicato nella CU con il netto ricevuto in banca. Sono grandezze diverse: il lordo è la base fiscale prima delle ritenute, mentre il netto dipende anche da contributi, detrazioni e altre trattenute.

Un altro problema ricorrente riguarda i lavoratori che hanno avuto due sostituti d’imposta. Presentare soltanto una delle due certificazioni può alterare il calcolo del reddito complessivo e generare un conguaglio da pagare. Per questo conviene raccogliere tutte le CU prima di iniziare il 730.

La procedura più semplice per non perdere il documento

La soluzione che funziona meglio è creare una piccola procedura personale. Quando inizi o termini un rapporto, salva in una cartella digitale il contratto, le buste paga, la comunicazione di cessazione e ogni messaggio inviato all’azienda. A gennaio o febbraio controlla il portale HR e aggiorna l’indirizzo e-mail comunicato all’ufficio paghe.

Se hai cambiato lavoro, invia la richiesta della CU provvisoria subito dopo l’ultimo giorno, senza aspettare il periodo del 730. Se invece il rapporto è ancora attivo, imposta un promemoria per verificare la disponibilità della CU annuale entro la scadenza prevista.

La regola pratica è semplice: richiesta scritta, dati completi, prova di consegna e controllo finale. Bastano questi quattro passaggi per ridurre gli errori sulla retribuzione certificata e arrivare alla dichiarazione dei redditi con una documentazione ordinata.

Domande frequenti

La CU provvisoria va richiesta subito dopo la fine del rapporto di lavoro. Il datore deve rilasciarla entro 12 giorni dalla ricezione della richiesta.
Indica nome, cognome, codice fiscale, periodo lavorato, eventuale matricola e anno d’imposta. Specifica se ti serve la CU annuale o la CU provvisoria e conserva la prova dell’invio tramite e-mail, PEC o raccomandata.
Devi recuperare una CU per ciascun sostituto d’imposta. Tutte le certificazioni servono a ricostruire il reddito complessivo e a compilare correttamente il 730 o il modello Redditi.
Controlla il portale aziendale, la cartella spam e l’eventuale studio paghe esterno, poi invia un sollecito formale tramite PEC o raccomandata allegando la prova della prima richiesta. Se l’azienda è inattiva o fallita, cerca il liquidatore o il curatore e porta al CAF le buste paga, il documento di cessazione e le richieste inviate.
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certificazione unica conguaglio fiscale cu provvisoria lavoro dipendente dichiarazione dei redditi
Autor Cleros Silvestri
Cleros Silvestri
Mi chiamo Cleros Silvestri e ho sette anni di esperienza nel campo della gestione delle risorse umane, della digitalizzazione e del benessere organizzativo. La mia curiosità per questi temi è nata dal desiderio di comprendere come le aziende possano migliorare il proprio ambiente di lavoro e, di conseguenza, il benessere dei propri dipendenti. Mi piace esplorare le sfide che le organizzazioni affrontano nella transizione verso il digitale e come queste possano implementare pratiche innovative per promuovere un clima lavorativo sano e produttivo. Nel mio lavoro, mi impegno a fornire informazioni utili e aggiornate, semplificando argomenti complessi e confrontando diverse fonti per garantire la massima accuratezza. Scrivo di strategie HR, strumenti digitali e iniziative di benessere, sempre con l'obiettivo di rendere questi concetti accessibili e comprensibili. Sono convinto che una buona comunicazione e una chiara organizzazione delle informazioni possano fare la differenza nel supportare le aziende e i professionisti nel loro percorso di crescita.
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