Quanto vengono pagati gli straordinari? Calcolo e maggiorazioni

Cleros Silvestri .

13 maggio 2026

Dettaglio busta paga: paga base, integrazioni e quanto vengono pagati gli straordinari. Totale netto 2323,83.
Una giornata che si allunga di due o tre ore può cambiare parecchio la busta paga, ma non esiste una percentuale uguale per tutti. La domanda su quanto vengono pagati gli straordinari dipende dal CCNL applicato, dal livello, dalla paga oraria e dal momento in cui si lavora. Qui chiarisco come calcolare l’importo lordo, quali maggiorazioni sono comuni, cosa cambia nel 2026 e come controllare il cedolino.

La retribuzione degli straordinari dipende soprattutto dal contratto collettivo

  • Nessuna percentuale unica vale per tutti i lavoratori italiani.
  • La maggiorazione ordinaria può variare, in molti CCNL, dal 15% al 50%.
  • La base di calcolo è la paga oraria lorda prevista dal contratto.
  • Il lavoro festivo o notturno può avere una maggiorazione più alta.
  • Nel 2026 alcune maggiorazioni notturne, festive e a turni possono beneficiare di una tassazione sostitutiva del 15%.

Guida rapida su quanto vengono pagati gli straordinari forfettizzati, con regole, limiti e impatto in busta paga.

La percentuale non è uguale per tutti

In Italia il lavoro straordinario è quello svolto oltre l’orario normale previsto dal contratto individuale e dal CCNL. Il Decreto Legislativo 66/2003 stabilisce che le ore devono essere conteggiate separatamente e compensate con una maggiorazione, lasciando però ai contratti collettivi il compito di definire molte regole concrete.

Per questo la risposta non è semplicemente “il 25%”. Un contratto può prevedere il 15% per le ore diurne, il 30% per il lavoro festivo e il 50% per quello notturno. Un altro CCNL può stabilire percentuali diverse, limiti differenti o il ricorso alla banca ore.

La legge considera anche alcuni limiti generali. L’orario medio, compreso lo straordinario, non dovrebbe superare 48 ore settimanali nel periodo di riferimento previsto, mentre il lavoratore ha normalmente diritto ad almeno 11 ore consecutive di riposo ogni 24 ore. In assenza di una disciplina collettiva specifica, il ricorso allo straordinario è ammesso entro il limite di 250 ore annue, salvo regole più precise applicabili al settore.

Non tutto ciò che supera le otto ore è automaticamente straordinario

Il riferimento principale non è sempre la singola giornata, ma l’orario normale fissato dal contratto. In molte aziende è di 40 ore settimanali, ma possono esistere distribuzioni diverse, turni, orari multiperiodali o sistemi di flessibilità.

Per chi lavora part-time bisogna distinguere le ore supplementari dallo straordinario. Le prime portano l’orario verso quello full-time e hanno una disciplina propria; lo straordinario, di regola, riguarda le ore oltre l’orario normale del tempo pieno. Questa distinzione evita uno degli errori più comuni nella lettura del cedolino.

Il calcolo parte dalla paga oraria

La formula di base è semplice, anche se il divisore cambia in base al CCNL:

paga oraria lorda × ore lavorate × maggiorazione

Supponiamo, solo come esempio, una retribuzione mensile utile di 1.800 euro e un divisore contrattuale di 173. La paga oraria sarebbe di circa 10,40 euro lordi. Con una maggiorazione del 15%, ogni ora straordinaria varrebbe circa 11,96 euro lordi.

Maggiorazione Valore di un’ora 4 ore complessive
15% 11,96 euro 47,84 euro
20% 12,48 euro 49,92 euro
30% 13,52 euro 54,08 euro
50% 15,60 euro 62,40 euro

Gli importi sono lordi e servono a capire il meccanismo, non a sostituire il calcolo del proprio consulente paghe. La base può includere paga base, contingenza, elementi fissi e altre voci indicate dal CCNL, mentre alcune indennità possono essere escluse.

Io controllo sempre prima il divisore orario e solo dopo la percentuale. Usare semplicemente lo stipendio netto o dividere lo stipendio per 160 senza verificare il contratto può produrre una cifra apparentemente plausibile, ma sbagliata.

Feriale, festivo e notturno cambiano il risultato

La fascia oraria e il giorno della prestazione incidono spesso più del numero di ore. Come riferimento concreto, il CCNL Terziario, Distribuzione e Servizi prevede maggiorazioni diverse a seconda della collocazione dello straordinario.

Tipo di straordinario Maggiorazione indicativa nel CCNL Terziario
Dalla 41ª alla 48ª ora settimanale 15%
Oltre la 48ª ora settimanale 20%
Domenicale o festivo 30%
Notturno tra le 22 e le 6, non svolto in turno regolare 50%

Queste percentuali non devono essere trasferite automaticamente a commercio, metalmeccanica, turismo, logistica o pubblico impiego. Il CCNL indicato nella lettera di assunzione e riportato in busta paga resta il riferimento corretto.

Le maggiorazioni, inoltre, non si sommano sempre tra loro. Se un’ora è festiva e notturna, il contratto può prevedere una sola percentuale, la più favorevole, oppure una combinazione specifica. Prima di fare i conti conviene quindi cercare nel CCNL le parole “non cumulabile”, “lavoro notturno” e “lavoro festivo”.

Leggi anche: Simulazione busta paga amministratore - Netto, costi e gli errori

Lo straordinario forfettizzato richiede attenzione

Alcuni contratti individuali prevedono un importo mensile fisso per coprire una quantità presumibile di straordinari. Il forfait non significa necessariamente che ogni ora aggiuntiva sia gratuita, ma bisogna verificare quante ore copre l’importo e cosa accade quando il limite viene superato.

La stessa cautela serve per quadri, dirigenti e ruoli con maggiore autonomia. In queste posizioni il trattamento dello straordinario può essere regolato diversamente o incluso in una specifica indennità, ma la clausola deve essere chiara e coerente con il rapporto di lavoro.

Quanto resta davvero in busta paga nel 2026

L’importo calcolato con la percentuale contrattuale è lordo. Sul compenso possono incidere contributi previdenziali, IRPEF e addizionali, quindi il netto sarà inferiore. Non è corretto moltiplicare la maggiorazione lorda per una percentuale fissa e considerare quello il guadagno netto.

Nel 2026 è prevista, per alcune categorie di lavoratori dipendenti privati, un’imposta sostitutiva del 15% entro 1.500 euro annui sulle maggiorazioni e indennità legate a lavoro notturno, festivo, nei giorni di riposo settimanale e ai turni. La misura riguarda chi ha avuto un reddito da lavoro dipendente dell’anno precedente non superiore a 40.000 euro e prevede condizioni ed esclusioni specifiche.

La facilitazione non trasforma però tutto lo straordinario in reddito tassato al 15%. Le ore straordinarie ordinarie diurne nei giorni feriali restano normalmente soggette alla tassazione ordinaria. Per turismo e somministrazione di alimenti e bevande possono inoltre applicarsi regole agevolative diverse.

In pratica, due lavoratori con la stessa paga oraria e la stessa maggiorazione lorda possono ricevere un netto differente. A fare la differenza sono il reddito annuale, le detrazioni, le addizionali locali e il tipo di prestazione svolta.

Come controllare che le ore siano state pagate

Il controllo più affidabile parte da tre documenti: contratto di assunzione, CCNL applicato e cedolino. Nel cedolino cerca le voci relative a ore straordinarie, maggiorazione, lavoro festivo, lavoro notturno o banca ore.

  1. Verifica il numero di ore registrate nel sistema presenze.
  2. Controlla quale CCNL e quale livello risultano applicati.
  3. Individua il divisore usato per calcolare la paga oraria.
  4. Confronta la percentuale indicata con quella prevista dal contratto.
  5. Controlla se le ore sono state pagate o trasformate in riposo compensativo.

Conservare turni, email, messaggi e autorizzazioni può essere utile quando le presenze non coincidono con il cedolino. L’autorizzazione preventiva conta, ma anche la conoscenza e l’accettazione dell’attività da parte dell’azienda possono diventare rilevanti in una contestazione. Se la differenza è consistente, è prudente chiedere una verifica a sindacato, consulente del lavoro o Ispettorato territoriale.

Un errore frequente consiste nel guardare soltanto il totale mensile. Io confronterei sempre ore, fascia oraria e percentuale, perché una voce complessiva può nascondere una domenica pagata come feriale o una notte registrata senza la maggiorazione corretta.

La regola pratica da portarsi dietro

Per capire la propria retribuzione bisogna partire dal CCNL, ricavare la paga oraria lorda e applicare la maggiorazione prevista per quel preciso giorno e orario. Una stima realistica deve poi distinguere tra lordo e netto e considerare le eventuali agevolazioni fiscali del 2026.

Se il cedolino non torna, non fermarti alla domanda “quanto vale un’ora in più?”. La verifica davvero utile è capire quale contratto è stato applicato, quali ore risultano registrate e quale trattamento è stato usato. È lì che, nella pratica, si trovano quasi tutte le differenze.

Domande frequenti

Non esiste una percentuale unica. In molti contratti la maggiorazione varia dal 15% al 50%; nel CCNL Terziario, ad esempio, è del 15% tra la 41ª e la 48ª ora, del 20% oltre la 48ª, del 30% per domeniche e festivi e del 50% per il notturno non svolto in turno regolare.
La formula è paga oraria lorda moltiplicata per le ore lavorate e per la maggiorazione. Con una retribuzione mensile utile di 1.800 euro e un divisore contrattuale di 173, la paga oraria è circa 10,40 euro lordi; con una maggiorazione del 15%, un’ora vale circa 11,96 euro lordi.
Le ore supplementari portano l’orario del lavoratore part-time verso quello full-time e seguono una disciplina propria. Lo straordinario riguarda invece, di regola, le ore oltre l’orario normale del tempo pieno.
Per alcune categorie di dipendenti privati, l’imposta sostitutiva del 15% può riguardare fino a 1.500 euro annui di maggiorazioni e indennità per lavoro notturno, festivo, nei giorni di riposo settimanale e ai turni. La misura richiede, tra le altre condizioni, un reddito da lavoro dipendente dell’anno precedente non superiore a 40.000 euro; gli straordinari ordinari diurni feriali restano normalmente soggetti alla tassazione ordinaria.
Confronta il sistema presenze, il CCNL e il livello applicato, il divisore orario, la percentuale prevista e l’eventuale uso della banca ore o del riposo compensativo. Conserva turni, email, messaggi e autorizzazioni; per differenze consistenti puoi chiedere una verifica a sindacato, consulente del lavoro o Ispettorato territoriale.
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Autor Cleros Silvestri
Cleros Silvestri
Mi chiamo Cleros Silvestri e ho sette anni di esperienza nel campo della gestione delle risorse umane, della digitalizzazione e del benessere organizzativo. La mia curiosità per questi temi è nata dal desiderio di comprendere come le aziende possano migliorare il proprio ambiente di lavoro e, di conseguenza, il benessere dei propri dipendenti. Mi piace esplorare le sfide che le organizzazioni affrontano nella transizione verso il digitale e come queste possano implementare pratiche innovative per promuovere un clima lavorativo sano e produttivo. Nel mio lavoro, mi impegno a fornire informazioni utili e aggiornate, semplificando argomenti complessi e confrontando diverse fonti per garantire la massima accuratezza. Scrivo di strategie HR, strumenti digitali e iniziative di benessere, sempre con l'obiettivo di rendere questi concetti accessibili e comprensibili. Sono convinto che una buona comunicazione e una chiara organizzazione delle informazioni possano fare la differenza nel supportare le aziende e i professionisti nel loro percorso di crescita.
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